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Nell’Eden appena creato
e inaugurato con l’apice della Vita,
dal cielo di cristallo goffrato
giunse un Soffio di vento:
il germe dell’umana stirpe.
Come primo, da vento e argilla sorse Adamo.
Poi ci fu lei, modellata a misura del suo neonato simile.
Entrambi erano belli come la purezza di quel luogo,
in essi non vi era nulla che fosse approssimato o acrimonioso.
Quei due modelli primari godevano di una chiarezza incontrovertibile,
più saporita in quanto, i loro sensi e virtù non prevedevano alcuna facoltà contenibile.
Lilith non era Donna da Uomo amalgamata,
lei era intera, nessuna parte le era stata prestata.
Forse per questo il suo spirito si rivelò indomabile,
la sua tenacia incontestabile.
Di Adamo possedeva il corpo come lui faceva con il suo,
in romantici incontri di organi e di pelle,
in cui l’energia del sesso sinfoneggiava assieme alle stelle.
Ma il controllo, padrino dell’umana specie,
iniziò a dettare condizioni, da cui sorsero accese contese.
Lilith si rifiutava di essere accomodante
con il prestante Adamo.
Il sesso, da scambio di riguardi,
divenne una lotta per il dominio dentro e fuori dal talamo.
Così Lilith scappò via dal Giardino dei Favori,
dove però risiedevano troppi livori.
Si dice che si sia tramutata in demone
e con il Diavolo abbia generato la schiera infernale egemone.
Ma quanto se ne può essere sicuri?
Può darsi che ancora vaghi nel Mar Rosso,
fiera e indipendente come una dea moderna,
a nessun demone, angelo né uomo assoggettata,
ma non per questo da Dio meno amata.